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Come dovremmo intendere l’attesa di un evento live vista da parte del pubblico? Esistono varie forme di interpretazione per poter approcciarsi a un concerto/concetto così ampio. Prima di tutto la differenza la fa l’attesa, intesa come numero di giorni e ore e in secondo luogo quanto siamo coinvolti con la band che andiamo ad ascoltare. Sinceramente i concerti che più preferisco sono quelli a scatola chiusa dove neanche pianifichi la serata e ti ritrovi nel locale a sentire gente di cui ignori totalmente l’esistenza. Nella maggior parte dei casi la qualità dello spettacolo è medio bassa, ma a volte capita di assistere a dei bei veri concerti di puro Rock & Roll, dove si vede ancora quel valore musicale che emerge anche dagli errori dei musicisti. Altra storia invece quando il gruppo lo conosciamo e da ciò ne deriva che le aspettative siano totalmente diverse. Solitamente i tour dei gruppi tendono a presentare i loro nuovi lavori in studio, al fine di avere anche un riscontro vero con il pubblico e capire se il prodotto è veramente valido o ha solo una natura commerciale. In questo caso scatta la parentesi dei gruppi spalla,  qui è molto interessante vedere chi si esibisce prima del concerto di punta, e anche in questo caso spesso si trovano gruppi veramente interessanti. Ma per quanto riguarda il gruppo di punta l’argomento cambia e pure di tanto. Il primo argomento da porre sotto argomentazione è da individuare nelle aspettative, ossia, andiamo al concerto per sentire le vecchie canzoni o per sentire le nuove? Nei casi migliori la risposta è la seconda  ma come ci si interfaccia difronte a un gruppo che ha fatto l’ultimo album con un elevata povertà di idee e si va al concerto solo per ascoltare le vecchie canzoni….. mha !!! qui si potrebbe aprire un bel dibattito. Tendenzialmente chi scrive o compone tende sempre a dire che la sua ultima canzone è sempre la più bella che abbia mai scritto, anche se in realtà chi scrive belle canzoni sa di sapere quando scrive anche cagate, perciò questa argomentazione porta a concludere che chi sa di aver scritto una cagata e la pubblica lo fa solo per soldi. Come secondo punto di analisi c’è da domandarsi, ma ora che so di aver pubblicato un album di merda, quanto devo tener duro sul palco prima di poter eseguire le vecchie glorie ?? Bene non sta a me dire o giudicare le scelte artistiche di realtà che non conosco, di citazioni se ne possono fare a tonnellate basta prendere  i Metallica per inquadrare facilmente questo concetto, ma lo studio di quest’argomento si vuole portare anche dove il nuovo album pubblicato è di gran lunga superiore al precedente. In questo caso scattano anche altre dinamiche nel voler meglio gustare il concerto che ci si va a vedere. Assodato il concetto di nuovo album nuova tournè, per coloro che usufruiscono del prodotto non è sempre facile metabolizzare il nuovo artwork e gustarselo ad un concerto, poiché  giusto per fare un esempio magari non si conosco ancora i contenuti delle canzoni. Inizia perciò prima un lavoro di ascolto e magari alla seconda data in cui il gruppo passa dalla città del fruitore ci si va con molta più passione e piacere di ascoltarsi questo live. E ora finalmente giungiamo e scopriamo il vaso di pandora di questo articolo triste contorto e anche molto rockazzo. La triste realtà della musica italiana è che non da la possibilità a i gruppi emergenti di potersi esibire nei locali, non tanto perché non si hanno soldi per pagare queste band ma è il pubblico stesso che chiede di vedere tribute o cover band, cosi facendo le tourne sono dettate dalle major discografiche che impongono i concerti e date senza alternativa di scelte stilistiche. O ti ascolti questa roba e questi artisti che ti diciamo noi o niente, gruppi spalla inclusi. E’ facile dunque dedurre che le micro realtà rimarranno sempre tali in eterno, circoscritte al proprio territorio.Dovrei forse pensare che aveva ragione Gianni Morandi quando diceva uno su mille c’è la fa !?!?!?! Lui non potrà mai essere un rockazzo quindi mi rifiuto di accettare questa misera realtà.

 

gianni morandi

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