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Certo per affrontare un bel live con questo caldo ci sarebbe da spararsi, salire sul palco alle 16:00 per iniziare a fare un soundcheck con altri 3 gruppi con cui dividere il palco per una serata in cui massimo puoi suonare 40min. La realtà è esattamente questa non ci sono alternative o scorciatoie prima di poter arrivare ai grandi palchi se suoni Rock, per poi avere anche le docce nel backstage, ma per chi ancora suona su palchi di media dimensione, dove per media dimensione intendo locali che hanno palchi all’aperto le realtà sono ben altre. Dovremmo dire che per proiettarsi su realtà del genere dovremmo veramente essere appassionati di musica e non mirare al concerto serale con un secondo fine, avete presente quel tipo  di amore cosmico dove spesso si dice la musica è il mio più grande valore della vita, ecco cazzate come queste…. bene credetemi da quando suono e mi sono spesso ritrovato alle 15:00 sui palchi sotto al sole a cablare casse e ampli non ho mai incontrato nessuno col sorriso stampato e contento di quello che faceva, ovviamente me compreso. Certo le soddisfazioni arrivano a fine serata se tutto è andato bene e soprattutto se si sentiva qualche cosa sul palco. Ma le cose non vanno mai come vorremmo o spesso è così. Le infinite giornate passate a girare in macchina e perdersi per non trovare i locale dove esibirsi, e sudate del prima e durante concerto fanno si che nasca all’interno del musicista un nuovo tipo di rodimento di culo, che non è potrà mai nascere in colui che non pratica la vita che facciamo noi artisti sottopagati. Ora la domanda è come bilanciare questo concetto di retribuzione per colui che non è capace di portare gente nei locali, o forse meglio dovremmo parlare dei ruoli che nel mondo dello spettacolo gli addetti ai lavori si dovrebbero assumere. I ruoli di cui sto parlando sono 3, chi suona chi che si è impegnato per tanto tempo a governare il suo strumento, chi sponsorizza l’evento quindi colui ché di solito ha un locale o comunque lavora a contatto con la gente, ed infine chi partecipa all’evento apprezzando o disprezzando la band che suona ma comunque consumando in food and beverage o anche solo pagando un biglietto. Sinteticamente parlando sono: band, locale e pubblico. Sono queste tre componenti che rendono un evento appetibile. Ma le dinamiche nella realtà sono ben altre, chi suona si deve cercare il locale ed il pubblico. Provate a pensare alle 16:00 del pomeriggio un batterista che si deve montare tutto il suo strumento con quanta facilità manda affanculo la gente se anche solo una cosa gli va storto, tipo se si è dimenticato il sellino. Al di là delle soddisfazioni che possono arrivare il mercato si sta proiettando verso lidi sempre più sterili e clinici. La capacità dei gruppi è tradotta nel conteggio delle consumazioni che portano i soldi nella cassa del locale. Non esiste una proiezione di giustizia su quanto si propone o come ci si organizza. Il concetto che ne rimane è molto pulito e semplice: Bravi ragazzi non avete fatto neanche un errore ma purtroppo non c’era gente e non vi pago. Bello salire su un palco alle 16:00.

 

Chek-Soud

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