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Musicalmente parlando i capolavori musicali sono veramente tanti, sia da un punto di vista di contenuti tematici che di arrangiamenti musicali. Ne citiamo giusto alcuni del panorama Rock, che indubbiamente nel loro approccio hanno spalancato le autostrade della vastità sonora. Non parliamo quindi dei precursori ma di realtà conclamate dalle platee e a mio avviso i tre album che segnano l’accessibilità musicale a tutti sono “Appetite for Destruction”,”Images and words” e “Nevermind”. Seguendo una linea temporale non è forse un caso che questi tre gruppi abbiano riscosso questo grande successo e molto probabilmente la risposta risiede nell’indice di gradimento e di soddisfazione, letteralmente tradotto a uso e consumo delle platee. Analizzando il primo disco, realizzato da componenti molto più Rockazzi rispetto agli altri due, va questo inquadrarlo in un età più che matura del Rock. Dopo anni di Led Zeppelin, Iron Maiden e Ac/Dc, i Guns n’ Roses liberano la ferocia che il Rock sino a quel punto aveva sempre tenuto al guinzaglio, e si badi non parlo di musica pesante o rabbia aggressiva nei testi, ma di accessibilità e comprensione da parte delle masse, quella esatta onda audio che supera la soglia di attenzione della gente, difatti non è un caso che welcome to the jungle sia la traccia di apertura…”I wanna watch you bleed“. Siamo nel pieno boom commerciale del Rock, tutti ormai sanno suonare uno strumento e tutti si sentono anche più capaci dei tre accordi di Izzy Stradlin ma come tutte le realtà, il genere inizia a prendere una piega perversa dettata dalla diffusione di informazione e anche da una comprensione e autovalutazione degli addetti ai lavori, che iniziano a produrre album sempre più sofisticati. Il tutto si conclama con il secondo album dei Dream Theater capolavoro assoluto della musica prog metal, un album dal quale la scena Rock non potrà più far ritorno, un album nel quale oltre all’assoluta affermazione delle tastiere si conferma una vena melodica e poetica che prima di allora il panorama Rock aveva sempre rilasciato a piccole dosi. Contemporaneamente esplodeva il lato opposto della medaglia. Un trio capitanato da un ragazzo, un certo Cobain, che in sala prove piazzava il microfono attaccato al muro su cui poi ci urlava contro, a 3 tre centimetri di distanza. Un folle o meglio un illuminato. I Nirvana sono riusciti a decapitare quella macchina logorroica che il Rock aveva innescato ed in cui aveva perso quella genuinità che forse solo i Led Zeppelin e i Pink Floyd erano riusciti a far emergere nel mercato. Alcune testate hanno definito il movimento Grunge come una rinascita del movimento punk, in realtà i Nirvana hanno semplicemente raso al suolo tutto ciò che era effimero permettendo una rinascita e ricrescita del mercato. Obbiettivamente il panorama musicale oggi è molto vasto e allo stesso tempo risulta anche difficile trovare un gruppo che riesca ad emergere in maniera tanto prepotente quanto nelle “epoche” passate. Penso che un altro fenomeno di pari portata ai precedenti si potrà solo verificare in concomitanza di un’innovazione tecnologica culturale

… per il resto chi ha ancora passione per il proprio strumento continui a suonare, la bandiera sarà sempre la stessa …Rock On

Rock Flag

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