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The Mean Man è una fra le canzoni più rappresentative che hanno portato alla formazione stilistica dei Rockazzi e che molto probabilmente hanno avuto meno credito commerciale. Sicuramente un capolavoro degli W.A.S.P, We Are Sexual Perverted, anche se non hanno mai ufficialmente dichiarato il significato del loro nome. Il brano in questione, il quattordicesimo singolo della loro carriera registrato nel febbraio del 1989 ed estratto dall’album “The endless children” tra l’altro uno degli album più maturi della band. Paradossalmente Mean Man non fa altro che conclamare la vera natura di Blackie Lawie (Lawless) esplicando tutto il suo status antisociale e sovversivo. La canzone non è altro che una citazione a tutte quelle figure mitologiche e non, che fino a quegli anni erano state simboleggiate nell’immaginario collettivo come tutto ciò che più potesse distorcere e ribellarsi alla realtà. Già dai Primi album gli W.A.S.P avevano ben messo in chiaro determinati aspetti del loro modo di vivere e pensare, provenienti da Los Angeles e diciamo guidati dalla teatralità di Alice Cooper, la formazione ha subito inquadrato il suo canale commerciale, ma una cosa è recitare un’altra ben più complessa è prenderci gusto in tutto quello che si fa, non a caso “Fuck Like a Beast” è stato un ottimo bigliettino da visita per i ragazzi ai tempi ancora di ventenni, Blackie 25 per esattezza. Il titolo Mean Man non lascia vie, per false interpretazioni, crudo e diretto: Uomo spregevole (meschino) e subito dai primi versi si evince come la rabbia di questa canzone, sia palesemente raffigurata: “A tatooed madman, I’m hell on wheels Born a wicked child left alone in the fields My father was the wind, my mother was fire Raised by the wolves and I grew up wild “. A tratti forse possiamo anche ipotizzare che Blackie si sia ispirato all’acerrimo rivale di Connor  MacLeod, Kurgan chiamato anche Victor Kruger che arriva sui maxi schermi nel 1985 tramite il mitologico Highlander. La canzone strofa dopo strofa continua a vomitare cattiveria citando tutte figure più impensabili, fra queste anche Chewbacca o frasi di auto esaltazione “Here comes Trouble with a capital T” o “Never gonna quit before my time” determinato ad usare tutti i suoi battiti in vita per essere un “I’m a mean mother fucking man” esplodendo poi col canto su un inversione metrica della battuta al minuto1’47” con “The unruly one they call the “Blond Bomber“” un piccolo tributo allo strepitoso Crhis Holmes. Nel tempo anche altri artisti hanno provato a dare una forte scossa al Rock cercando di sprigionare quello spirito maligno che si imperversa in ognuno di noi, ed ovviamente fatta eccezione per tutte le miriade di band che hanno sputato odio dai loro strumenti, solo poche, pochissime sono riuscite ad arrivare al grande pubblico. Fra queste ne cito due le più rappresentative Raised to Rock degli Scorpions e la leggendaria Born To Be Wild degli Steppenwolf  ma sicuramente a mio parere Rockazzo un paio di scalinate sotto il capolavoro di Blackie.

The Mean Man

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