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Ci sono artisti che pur non avendo mai fatto veramente parte del panorama musicale, si sono sempre distinti per il loro grande spirito Rock. Fra questi cito Akira Matsumoto, in arte Leiji Matsumoto, forse meglio noto come l’ideatore della serie televisiva animata, Capita Harlock. Leiji che è annoverato fra i primi e più grandi fumettisti  giapponesi, nelle varie serie che ha proposto durante la sua carriera ha sempre tenuto alta una bandiera sotto la quale potersi identificare, una bandiera che simboleggiava la lealtà e la lotta agli oppressori. Ideali nobili indubiamte da dover riportare in storie e contesti fantastici, ma in fondo in fondo da quanto si evince dalle sue opere emerge in finale e in concreta sostanza, una tenacia e una resistenza a lottare in realtà contro le prove più impossibili del tempo. Ecco il motivo per cui, secondo un modesto parere dei Rockazzi, Leiji va classificato come uno spirito totalmente Rock. Il suo ingresso nelle scene musicali ad ogni modo avviene quando due ragazzi di Parigi Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter decidono di girare un cortometraggio della loro musica con le animazioni di Leiji. Commercialmente parlando, per i due geni dell’elettronica non è stato un vero  boom commerciale anche perché il loro pubblico, composto per la maggior parte di gente che ascolta musica House, ben poco sapeva della cultura storica che legava l’adolescenza dei due ragazzi alle serie televisive proiettate durante gli anni 80, con le quali molte generazioni sono cresciute fra questi appunto  anche i Daft Punk. Monumentalmente parlando però, le proiezioni musicali che si sono associate a Matsumoto non sono state solo di natura elettronica. Fra le colonne sonore delle sue serie televisive se ne contano infinite, probabilmente tante quanti i paesi in cui le sue animazioni sono andati in onda. La più nota nel nostro panorama culturale è senza dubbio quella di Capita Harlock cantata da Alberto Tadini, su cui non facciamo ulteriori commenti, ma ancora più possente è la colonna sonora di una nave della flotta della Marina Imperiale Giapponese, la Corazzata spaziale Yamato “Uchū senkan Yamato“, cantata da Isao Sasaki, un vero inno di battaglia… “Noi ritorneremo, non importa quanto ci vorrà”. Leiji è comunque un autore che si è specializzato nella fantascienza, ed obbiettivamente all’interno delle sue opere non è mai comparso, il sentore di realizzare qualcuno dei suo i personaggi proiettato nel mondo della musica, salvo rari  casi compariva nelle sue scene un ocarina, uno strumento al di fuori di ogni contesto musicale, probabilmente lui non era capace manco di suonare il citofono, eppure la musicalità che emerge nelle ambientazioni che vivono i suoi personaggi è veramente straordinaria. sicuramente dove i silenzi combaciano con le emozioni dei sui racconti li Mastumoto esprimeva la sua massima musicalità. Ad ogni modo il suo spirito lo ha reso sempre più Rock di tanti altri personaggi della scena musicale, giusto per citarne uno Eric Adams, un altro che di rock ne ha mangiato così tanto da spaccarci i timpani …ma questa è un’altra storia.

Leiji

 

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